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20/08/12

La Sauna dei Cinque


La Sauna dei Cinque

Colonna Sonora – Kozai Resonance – The Winged Divers

Ambientazione – Un’ampia sauna vaporosa e calda, bianca, pulita, quasi asettica. Sulla parete più grande viene proiettato un film pornografico giapponese con protagoniste adolescenti nipponiche alle prese con fellatio e atti sessuali. Alla musica dei Kozai Resonance si mischiano in sottofondo i gemiti acuti del film.

Personaggi – I personaggi sono 5 uomini nudi con un solo telo bianco a coprire il basso ventre (ogni velo è marchiato con le iniziali degli uomini in caratteri dorati e con il logo dell’azienda alla quale appartengono).
Di corporature differenti, la conversazione è aperta dall’uomo con il ventre più prominente, le braccia ingrossate e un grande anello d’oro all’anulare destro.

Chiameremo i cinque personaggi attraverso un numero progressivo, i loro nomi sono segreti e così devono restare anche i nomi delle Società per le quali lavorano.

Questa riunione nella sauna si tiene ogni martedì ma nessuno dev’esserne a conoscenza.

Qui si fanno i destini del mondo.

PRIMO MARTEDI’

1- L’aliquota di taglio sul mercato dei future dei mangimi per bovini da macello è in calo nei paesi di area monsonica mentre sta leggermente salendo in quelli di area trans-europea.

2- Ricordo l’anno ’14, abbiamo avuto un’impennata delle materie prime da petrolio mentre i materiali legnosi subirono un calo drastico.

3- Non era il ’15? L’anno in cui lo Spread degli eurobond salì a 600 punti base sui decennali della Repubblica Federali del Congo?

4- Sapete che l’invasione dei Nomadi Gutei nel Sumer venne debellata dall’intervento armato di Utekhegal nel 2013 Avanti Cristo?

5- Ieri un Cacciatore di Teste ha contattato il nostro Direttore Amministrativo. Nessuno di voi ne sa nulla? Ad ogni modo vi informo che il Direttore in questione è stato defenestrato in base al Comma 2.5 Lemma B dell’accordo contrattuale aziendale.

1- Era Animista?

2- Chi?

3- Il Direttore Amministrativo?

4- Si, lui.

5- No. Credo fosse buddista.

1 - Ah…

2- Come mai questa domanda?

3- In base al Comma 5 Lemma 2.F del contratto aziendale non sono ammissibili manifeste e palesi discriminazioni per religione.

4- Né per sesso e scelte politiche.

5- Manifeste e palesi. Appunto.

1 - Ma perché? Allora la domanda sul fatto di essere animista?

2- Ma io ricordo che era buddista? O Sbaglio?

3- E tu come lo sai?

4- Ma perché parliamo di lui? E perché ne parliamo al passato?

5- Stiamo organizzando il funerale.

1-    Non avevo mai visto un funerale animista ed ero curioso.

2-    Io una volta credo di averne visto uno nel Regno del Canada.

3-    Hai pagato molto di assicurazione?

4-    Ti ricordo che l’assicurazione, Comma 5.8 Lemma 6.9 del Contratto, è a carico della famiglia.

5-    Dipendente infedele.

1-    Pare che l’aliquota si stai abbassando?

2-    Quale? E lo Spread?

3-    Alzando.

4-    Ma l’emissione dei titoli a carico della Federazione del Sud America è prevista solo per lunedì.

5-    Abbiamo assunto la moglie. Bella donna.

1-    Che dicevi a proposito dei Gutei?

2-    Qualcuno sa che ore sono?

3-    Bello questo film. Ne dovrò chiedere il Bio-File.

4-    I Gutei erano una popolazione nomade originaria probabilmente dei monti a est del Sumer che invasero la mezzaluna fertile nel 2170 e sconfissero il fantastico regno di Akkad. Erano crudeli e barbari, spietati e selvaggi. Erano chiamati scimmie per il loro modo animalesco di vivere. Da un recente scavo presso l’antica Uruk abbiamo trovato quello che certamente è un frammento osseo autentico di un nomade Guteo e stiamo tentando di recuperare un po’ di patrimonio genetico intatto per clonarlo.

5-    Le ribellioni nel sud est asiatico vi danno ancora problemi?

1-    Investire in quell’area è stata una follia.

2-    Ah.. già mezzogiorno. Come vola il tempo…

3-    Dite che le attrici sono vere o sono solo dei porn-ologram?

4-    Sì. Non avete idea di quanto. Vorremmo trovare una soluzione definitiva. In base ai nostri studi archeologici sembra che i Gutei fossero la popolazione più feroce, spietata e senza alcuna morale della storia del pianeta. Crediamo possa essere uno strumento utile per liberare l’area.

5-    Sarà costoso.

1-    E sanguinoso. Avete avvertito la stampa. Per loro sarà un grande business.

2-    Ma a che ora avevo quella dannata riunione?

3-    Perché se fossero vere… beh… potrei regalarmene come benefit di fine anno.

4-    Non più costoso delle perdite in corso. Parte dei costi è a carico di un network olo-tele-visivo che si è offerto di pagare i diritti per lo sfruttamento delle immagini dell’intervento dei Gutei.

5-    Geniale. Manderò i miei osservatori.

1-    Complimenti. Speriamo solo che i vostri cripto-archeo-bio-ingegneri non falliscano nel recupero del corredo genetico del Guteo.

2-    Non mi sento molto bene.

3-    Quella ragazzina…

4-    Sembrerebbe un augurio il tuo.

5-    Hai in mente qualcosa?

1-    Io? Nulla. Perché dovrei? Lo Spread è risalito. Siamo a 700 punti base. A 800 salta il governo.

2-    Io… (voce distorta e affaticata)

3-    Quella bocca…

4-    Stai attento numero 1. I Gutei potrebbero decidere di non fermarsi all’area del sud est pacifico.

5-    Numero 4 lo stai minacciando?

1-    Numero 4 a 800 punti base non è solo il governo dai voi insediato a cadere. Il governo tecnico che abbiamo preparato in questi mesi salirà al potere e farà un’alleanza strategica con le libere città della Nuova Lega Anseatica e avremo il controllo di tutto il Baltico. Sanno nuotare i tuoi Gutei?

2-    Chiamate un medico…

3-    Quelle piccole labbra…

4-    Guerra sul Baltico?

5-    Pare vi sarà Guerra sul Baltico.

1-    Mi ricorda un vecchio poeta.

2-    Il cuore…

3-    La desidero…

4-    Mi raccomando Numero 1, la guerra sul Baltico non facciamola durare oltre i 900 punti base altrimenti la fazione rivoluzionaria marxista-assangiana pilotata dal numero 5 potrebbe prendere il sopravvento e allora perderemmo il controllo sull’area.

5-    Noi non abbiamo nessun controllo ufficiale sulla fazione rivoluzionaria marxista-assangiana. Sono solo voci diffuse dalla vostra propaganda.

1-    Numero 4 non temere. Sarà una guerra pilotata. Un po’ in sordina perché la location è un po’ fredda per le flotte di turisti bellici che preferiscono le aree africane e sud americane con la possibilità di balneazione intra-scontri ma conto che potremmo chiuderla nel giro di 6 settimane con una spesa pari allo 0.1% del fatturato annuo.

2-    Maledetto cuore artificiale!

3-    Ma chi ha cambiato film?!

4-    Del tuo o del mio fatturato annuo?

5-    Signori, lo Spread sembra scendere. Rimandiamo il conflitto alla prossima settimana?

1-    Mi pare una buona idea. Vediamo prima come si comportano i Gutei nel Pacifico.

2-    (parlando fra sé e sé) – Maledetti! Vi avevo detto di non comprare il cuore al mercato americano. Sono delle patacche. Chiamate subito il laboratorio nord coreano, voglio un immediato trapianto. Entro 3 ore devo avere un cuore nuove. Imbecilli!

3-    Avete visto quella donna? Guardate le ali, gli artigli e le zanne. Oh.. ma ha anche un enorme pene… interessante…

4-    Non vi deluderanno.

5-    Speriamo numero 4. Noi abbiamo una grossa quota nel network olo-televisivo che vi ha comprato parte dei diritti.

1-    Signori, ci aggiorniamo a martedì prossimo?

2-    Volentieri e con un dannato cuore nuovo di fabbricazione cinese però!

3-    Ah.. che creatura meravigliosa…

4-    A martedì allora. Vi porterò i risultati sulla clonazione Gutea.

5-    E nel frattempo io mi farò un giro nelle libere città della nuova lega anseatica…


Le luci si spengono. Il primo martedì così finisce.

02/08/12

Lugalzaggesi di Uruk

Più o meno intorno al 2360 a.C., Lagalzaggesi, Re di Umma e di Uruk, sconfisse Urukagina, undicesimo e ultimo Re della Prima Dinastia di Lagash e riunificò a sè tutto il Sumer, fino all'Elam e alla Siria. Lo sconto fra Lagash e Uruk era durato per oltre 150 anni e ricordato da molteplici iscrizioni come feroce e sanguinario.
Lagalzaggesi fu l'unico re della III Dinastia di Uruk e venne sconfitto da Sargon di Akkad nel 2335 a.C. Iniziava così in Mesopotamia la parentesi del dominio semitico accadico.
 

29/03/12

Riflessione sulla parola poetica

Uno scambio, un ping pong, fra Logos e Kosmos sul tema della parola poetica e della poesia connettivista.

Eccolo qui.

23/03/12

‘Silenzi’ multimediali al Fanta Festival Mohole

14/03/12

FFM - fanta festival mohole



30|31 Marzo 2012
ore 15.00 | 22.30


FFM
fanta festival mohole

Live reading | cinema | proiezioni | performance
Mohole | Sala Vigneron | Sala Pietri

Ingresso libero



Alieni sul palco? È il Fanta Festival Mohole!

Venerdì 30 e sabato 31 marzo 2012 lo spazio Mohole ospita una due
giorni diretta da Mario Gazzola e dedicata al fantastico, a tutti i suoi
sottogeneri (fantascienza, horror, urban fantasy, new weird, cyberpunk)
in tutte le sue declinazioni linguistiche: narrativa, poesia, cinema,
fotografia, fumetto, teatro.

Se nella cultura italiana spesso il fantastico è considerato una
produzione di serie b, il Movimento Connettivista, certo che
rappresenti invece un punto di vista privilegiato per osservare
criticamente il presente, intuire possibili degenerazioni cui potrebbero
condurre gli sviluppi della scienza, della tecnologia, dei media, della
politica e della società contemporanea in genere, investendo la filosofia
e la stessa concezione della realtà, risponde al quesito “il fantastico
sviluppa pensiero?” presentando al FFM un ampio ventaglio delle
produzioni letterarie proprie e non solo: romanzi, antologie di racconti e
di poesia, corti autoprodotti, live reading, performance di musica
elettronica e uno spettacolo teatrale è quanto gli spettatori delle due
giornate scopriranno allo spazio Mohole.

Interverranno: Giovanni De Matteo e Francesco Verso (entrambi premi
Urania, rispettivamente per i romanzi “Sezione π²” ed ”E-Doll”), Lukha
Kremo Baroncinij (scrittore, musicista e performer, con Sandro Battisti e
Verso anima delle edizioni Kipple), Domenico Mastrapasqua, Alex
Tonelli (curatore dell’antologia poetica “Concetti Spaziali, Oltre”),
Giovanni Agnoloni, Francesco Cortonesi e Roberto Furlani.

Ospiti d'onore gli scrittori Danilo Arona (decano dell’horror occulto
italiano, ma anche saggista, giornalista e musicista) e Dario Tonani
(autore di s/f dal ’79, recentemente tradotto anche in russo e in inglese),
i registi Federico Greco e Gabriele Calarco.

I live reading e i dibattiti si alterneranno a momenti formativi – come il
laboratorio di scrittura del fantastico con ingresso libero - e di confronto
fra gli autori, ma anche alle presentazioni degli scatti fotografici, del
cortometraggio e della graphic story realizzati rispettivamente dagli
allievi di Fotografia, Cinema e Fumetto della scuola Mohole e tutti
ispirati a “Silenzi” (edito nell’antologia “365 Racconti Horror per un
Anno”, Delos Books 2011), un racconto dello stesso Gazzola, che in
occasione del FFM presenterà anche il romanzo “Rave di Morte” e il
corto “Con gli Occhi di Domani”.

Sabato 31 alle ore 21 invece tornerà in scena “Chorea”, spettacolo
teatrale scritto e diretto da Cosimo Lupo, che affronta le surreali
conseguenze di poter prevedere la propria data di morte: “Il fantastico
sinora non ha occupato un posto rilevante nella nostra poetica, anche
se molti di coloro che frequentano i nostri corsi di cinema e fumetto ne
sono appassionati” - spiega l'autore e Direttore Artistico di Mohole -
“per questo ho accolto la sfida di Mario ad affrontare questo genere:
nessun genere è bandito a priori da Mohole, a patto che i suoi codici
linguistici siano veicoli di un pensiero stimolante anche per chi non ne è
un adepto”.

La rassegna sarà ad ingresso gratuito (ad eccezione dello spettacolo
teatrale) e si concluderà sabato 31 dalle 22 circa, su un happening
musicale: la performance electro di Lukha Kremo Baroncinij.



Mohole
Via privata Desiderio 3/9
20131 Milano


Orario: 15.00 | 22.30

Biglietti per “Chorea”:
Int. 12 € | Rid. 8 € | Allievi 6 €

Come arrivare
MM2 | Lambrate
Stazione FFSS | Lambrate
Bus | 93, 54, 23


Per informazioni e
prenotazioni

Tel. 02.36513670
Fax 02.36513696
info@mohole.it
valentina.arena@mohole.it
rachele.bonifacio@mohole.it
ffm.mohole.it
www.facebook.com/
FantaFestivalMohole


altri riferimenti sul web:
www.posthuman.it
www.next-station.org
hyperhouse.wordpress.com

03/02/12

Disgregare

Disgregare

Disgregare,
Dipanare una trama sottile
Nodi accartocciati di forme e disegni
Colori, come un tappeto mediorientale,
Calpestate esistenze
Monotonie nel niente.
Impronte.

Sciabordii di un ghetto segreto
Baldacchini di bianco e sinagoghe ovunque.
Ascolta!
Il tempo ha perso sostanza
E il muto silenzio giace su ogni cosa.
Polvere.

17/11/11

Svegliarsi

Svegliarsi.

Bianca distesa di sterpi, frammenti
Di alberi e foglie morte,
D’autunno al limitar l’inverno,
Soffio di ghiaccio che scivola nella fredda valle
E gocce solide di un’alba incompiuta.

Osservo una vaga impronta là sul selciato
Solitaria traccia di un ricordo spettrale.

Da una crepa non vista un respiro
Profumo di nebbia e bruma collosa,
Lento si adagia funereo uno spazio immoto
Pallido sudario che avvolge i campi intorno,
E il silenzio fiorisce nella stanza in petali di grigio.

Sprofondo in questo mattino lontano,
Altro mio tempo.

12/09/11

Meravigliarsi

Meravigliarsi

Meravigliarsi,
della realta' che ritrova\ turbamenti
increspature concentrice \ sinuose onde
Propaganda
della mia presenza \ sul pianeta
Blasfema marcatura \ nel tempo e nel suo inganno.

Ritrovarsi
fenomenica presenza e assenza in mondi \ altrui e alieni
Tuoi
Noumeni di silenzi \ inespressi significati
Attesa in uno squarcio \ emersione evoluzione \
evasione.

13/07/11

Correva l'anno 1899

Correva l'anno 1899

Non ricordo molto del villaggio
Qualche guglia e stiletti di ghiaccio sui tetti
L'inverno avvolgeva ogni cosa con languore
Il vento del nord strisciava nei vicoli
E il borgo si rintanava al caldo di una sonnacchiosa domenica pomeriggio.

La fine del giorno pigro e indolente pareva lontana
E io camminavo solitario aspettando che tutto tornasse silenzio
Non una voce non un racconto non un borbottio
Ma solo un niente incolore in cui abbandonarmi.
Vortice di una biografia irripetuta e stanca
Empatica deriva al nulla nel mio lungo pastrano.

Accadde come molte altre volte accadde
All'improvviso quasi un bagliore e senti' l'odore
Quel profumo muschiato e denso
Alito di storie normanne e paesaggi marini
Follie mischiate a lame e aculei
Nero o del colore di un fiore
Bouquet di vita e coraggio
Bellezza

Mi fermai. La piazza intorno era deserta
Un'ombra lontana e mi scossi.
Accelerai il passo scivoloso nella neve e quasi caddi ma non mi fermai
Una silohette oltre, un movimento oltre
Allungai il braccio a toccarla
Capelli lunghi e un cappello dalle larghe tese
Si volto' e come in un'altra vita
La riconobbi e piano mi incantai.

29/06/11

La morte mi ha attraversato la strada

La morte mi ha attraversato la strada
Ho visto il gatto nero scongiurarsi
Lo specchio riflettere e il sale raddolcirsi
Ho pensato a te mentre le sfioravo il velo
Al tuo silenzio e alle sue tenebre
Al tuo nero senza alternative
Al sole inutile nel cielo
Al castello e a un cappello
Ma poi ho borbottato qualcosa
Un'Imprecazione masticata
Circa le strisce pedonali
E le precedenze non rispettate.

20/06/11

Era il 1914

Era il 1914
Tra le tende ricamate uno squarcio di paesaggio
La spiaggia grigia, la lenta risacca e un filare di bambini
Il sole del mattino era pallida ombra tra le nuvole che s’ingrossavano
Guardai intorno e ascoltai il vociare sommesso dei pochi avventori
Odore di caffè, marzapane dolce e mele bollite
La locanda sul mare aspettava le beghine dalla messa
Un cordiale, un dolcetto, il Pastore non avrebbe brontolato
L’estate tardava in quell’anno di inizio secolo
I pastrani e le sciarpe ancora sventolavano al vento freddo
Il Baltico non sembrava voler imitare il lontano mediterraneo.

Ricordai il Golfo, la vista dall’alto sul sole che tramontava
Il caldo soffocante e piacevole, il cielo senza nubi
Le grida ovunque, i panni stesi, gli uomini a torso nudo
Le donne voluttuose e i bambini ribelli
Passeggiavo per la piazza e l’odore di cibo era ovunque
Sapori che parevano colorare l’aria
Spirali bianche dai comignoli e dai sigari panciuti
Un menestrello a raccontar favole di antichi e puri eroi
Castelli fatati, draghi e pulzelle illibate da conquistare
Un pretino s’affrettò lontano seguito dalle adoranti suorine
Il mare era persino troppo azzurro nella notte che s’apprestava.

Scacciai il ricordo e il grigio del Nord gelido mi avvolse
Il giornale mal piegato svelava un abbozzo di titolo
I gotici caratteri urlavano con patriottico pathos la notizia
L’arciduca Francesco Ferdinando era stato ucciso
I n quella città senza nome Gavrilo Princip aveva compiuto il destino del proprio nome
Era il 29 giugno, nessuno leggeva e il silenzio incombeva oltre il mormorio
Guerra. La parola aleggiava senza mai farsi voce
L’epoca bella si stava chiudendo alla velocità cantata da quel folle italiano
La realtà correva incontro a se stessa senza freni né fughe
Sulla spiaggia i bambini era spariti e delle beghine non si sapeva nulla.

Il piroscafo sarebbe partito il giorno dopo dal porto di Travemunde
Il Baltico era in attesa e le poche navi parevano vagare senza meta
Un tonfo nel cielo, un’onda che s’increspa, lo spicchio di sole fra le nuvole
Ogni cosa giaceva immobile nel tempo, diorama perfetto di un momento
Attesa, una ferita nel presente, un taglio nella tela, il lembo di un istante
Oscillava un suono lontano, forse un rintocco, forse il lamento di un funebre carro
Il caffè era ormai freddo e i pochi tavoli vuoti tutt’intorno.
Una ragazza raccoglieva le tazze e i piccoli piatti, silenziosa e devota.
Uno scroscio di pioggia, uno sbruffo di vento e il mare s’agitò guardingo
La cameriera disse qualcosa ma non le prestai attenzione
Le gocce cadevano sulla finestra e la realtà spariva scivolando con esse
Lasciai le monete sul tavolo e m’avvolsi nel pastrano
Giugno era ancora freddo e il bastone avrebbe aiutato la mia vecchiaia
Salutai con un cenno e feci per andare
Il caffè ancora nella tazza, il giornale sul tavolo
Aprì la porta e feci un passo
Era il 1914.

02/06/11

Volto della morte

Volto della morte
Scivola lungo un sentiero silenzioso
Docile movimento
Il femmineo odore di putrefazione
Decadimento
Petali di un funerario giardino
Avvizzisce e china il gambo
Fiore senza colore
Vecchiaia prostrata di niente
Linfa marrone e collosa
Alberi e rami d’aghi
L’inverno indifferente
E l’autunno assassino
Nessun tempo si ripete
Cicli interrotti e tracce dipinte
Solitudine di un momento
Infinita biografia senza durata
E la morte osserva ogni gesto e parola
Riluce questo io che si decompone
Frammenti e lacerti di memorie
Altre biografie
Illusioni e narrazioni
Archeologia di un grumo vivo di niente
Sprofondo
Soffocato affogato
Lento precipitare
Osservami
Fissa i miei occhi
GuardamiVolto della morte

17/05/11

Walk in Hell

Mesmerica deriva
Stige! Stige!
Caronte in panciolle
Una fresca bevanda e oboli a non finire
Bulbi d’occhi e manciate di denti
Tibie e omeri a pacchi.
Rottami qua e là sulla sponda di qua
Poche cose di là, una ramazza, un santino
E un tricorno d’avorio.

Una barca che oscilla
Il Mantuan poeta borbotta e il Fiorentino s’è ne già andato, beato lui
Qualche bagnante sguazza nel limaccio
Urla e schizzi di dannati
Anche all’inferno si fa festa
Nei giorni funesti.

Un banchetto perfetto
Quasi un vittoriano pic nic
O era elisabettiano?
Un tavolino, sedie liberty
Tovaglia di ricamo posate d’argento
Neanche si apparecchiasse per il Coniglio in persona
Caronte che sprechi!

La Regina di Spagna ha tre assi
Cleopatra un full e la Borgia una scaletta
Due tibie, rilancio di tre teschi,
Un femore e sei molari.
Vedo! Tu bari! Come osi?
Signore, suvvia, tra dannati un po’ di rispetto.

Arrugginita una targa
Pende storta sopra un ceppo di rocce
Roccia rossa, roccia arsa
Incise poche parole in infernese
E in inglese non si mai i turisti
In these rocks jesus christ sat down after his walk in hell
Nessuna maiuscola e pochi i souvenir venduti.

La signora in blu chiede vendetta
L’uomo in bianco aspetta
E il crocicchio di streghe ricama ad uncinetto
Qualche diamante per terra
Nella posta nessuna lettera
E la parola resta senza suono
Nella scatola dei cioccolatini un indizio
Ma sono tutti già scartati.

Passeggiare all’Inferno può esser divertente
Un paio di assassini, uno stuolo di pretini
Poeti in vacanza
Qualche cannibale onesto
E se si è fortunati un papa funesto
Non mancano le risse e le feste all’aperto
Balere sempre aperte e spettri danzanti
L’ingresso non è affatto costoso
Serve in fondo essere solo un po’morti.

Chi urla, dico io?
Caronte s’alza dalla chaise lounge
Impettito osserva intorno
Chi urla? ho detto.
Ripete sbraitando
I poveri dannati in silenzio s’acquattano
Caronte fa paura, Caronte il Vecchio
E fate silenzio per l’anima mia!
E se ne torna a sedere
Col libro segnato alla pagina lasciata
Non ci sono più i dannati di una volta
Mugugna allungando le gambe.

(To be continued...)

Ascolto deserte leggende

Ascolto deserte leggende
Il Tempo si fa Assenza
Il rivo sciaborda silenzio
Vedo questo presente
Chiudo gli occhi e sprofondo
Parole care alla mia gente
Non vi è nessuna durata
Senza traccia il voto di solitudine
Un identico me stesso si osserva
Io ripetuti al plurale
E il vecchio grinzoso ravviva il fuoco
Sorpresi in questa comunione
Lo vedo rada barba bianca
Biascica preghiere
Religione di Niente
La chiesa è un edificio vuoto
Un antico odore di incenso
E i passi riecheggiano sulla volta
Il gotico fiorisce nelle mie parole
Il Baltico ancora una volta
Un Kloster e le orme
Il Mare del Nord immobile nel ghiaccio
Porto sulle spalle il peso dei miei presenti
E celebro di ogni attimo il funebre rito
Manciate di terra secca sull’ora
E ogni cosa diventa scrigno di memoria
Ho smesso di essere nel Tempo
Eco di passi nelle strade d’Europa
Scivolano i miei Altri sullo schermo dei loro ricordi
Ma non io, non ora, non qui
Nulla, Gigante di Nulla
Eredità di niente
Lascio la deriva andare
Mi perdo.
Il Tempo è mancanza di me
Io sono Assenza nel Tempo.

09/05/11

Vi sono giorni in cui la pioggia è sottile

Vi sono giorni in cui la pioggia è sottile
Il Mare del Nord brontola lontano
E il tempo non è altro che assenza.

Dalle cucine si leva il profumo di verdure stufate,
Una carovana di beghine va in processione alla messa
E il pastore sulla soglia del Duomo le attende.

Un campanile lontano rintocca il mattino.
Le barche al porto sciabordano silenziose l’attesa
E una finestra del Palazzo riflette le nuvole basse.

L’Imperatore ha da poco concluso un gabinetto,
L’Imperatrice un’impudica toeletta,
E il tonfo nel cielo è solo il ricordo di un tuono.

26/04/11

Le Birre Sonnambule - Marco Papa

L’8 marzo 1964, a casa di Ricky, nella sua bella enciclopedia grande e lunga come un treno, ho letto il nome della cosa da cui esce l’urina delle donne: lavùlva. Ricky dice che sarebbe “il cazzo delle donne”, ma io penso che lui si sbaglia. Lavùlva mi sembra che, da piccolo, l’ho vista volare: si tratta di quei batuffoli bianchi che somigliano alle piume ed escono pure, infatti, dai cuscini. Il cielo è pieno di lavùlva. Il cazzo, invece, io non l’ho mai visto volare. Credo che le donne, per non farsela scappare via, si appiccichino lavùlva addosso con la colla.

19/04/11

Rullio di un treno

Rullio di un treno
Intorno piante imbiancate
Neve incessante e un unico binario verso il nord.

Sul vagone troppo riscaldato una coppia addormentata
Un solitario nobiluomo e un denso silenzio
Profumo di pipa e di lavanda
I passi del capo treno ancora riecheggiano
Tra i sedili di stoffa.

La Hauptbahnhof di Brema era affollata
Un lungo vociare in una lingua aspra
Il ghiaccio sui vetri delle carrozze
E i vetturini infreddoliti nei pastrani di lana grezza
L'alba oltre i tetti della città.

La neve ora ha smesso di cadere e il paesaggio è una manto disteso di bianco
Un albero, una coppia di arbusti e una traccia di orme confuse
Rare tracce di un mondo innevato.

Brema e' ormai lontana
Il nord vicino in questo luogo
Un bambino piange nella carrozza vicina
Un altro rumore, un tonfo
Poi ancora silenzio
Bianca è la linea dell'orizzonte.

Il rullio si fa dolce mentre tutto scivola nel sonno
Grigio nel cielo il sole è un pallido alone
Nella valigia un dispaccio
Alcune carte e nuove guerre
Il Mare del Nord non e' lontano.

L'imperatore aspetta
La neve è tornata a cadere
Il treno pare rallentare
Ancora piange il bambino
E fuori non vi sono più ne arbusti nè alberi
Distesa immota di bianco
E Il binario che piano scompare
Sommerso.

18/04/11

Cuxhaven

La strada che portava al Mare del Nord era nascosta
Coperta di neve, confondeva se stessa col bianco
Delle case, delle rade nuvole e di un gabbiano
Pellegrino nella terra ferma.

Scolaretti correvano disordinati
Inseguiti dalla voce della matrona
E di una religiosa che si segnava ripetutamente
Amen Pater Noster Virgo Maria.
Biondi e slavati i bambini parevano creature invernali
Sbucate dal ghiaccio come relitti di un mercantile naufragato.

Le loro urla si fecero lontane
Un suono di violino riempì l'aria
Esercizi stonati di una giovane in età da matrimonio
Rubiconda e con la lunga treccia ad impacciare l’archetto:
Brema era vicina e molti affari dovevano ancora compiersi
Nel borgo affacciato sul mare

Sbuffava il treno delle dieci per Amburgo
Un getto di grigio oltre le guglie gotiche
E intorno un muro e la piccola piazza
Lì una statua sensualmente supina
Languida giaceva,
Vaga allegoria della libertà di quel tempo.
Una carrozza correva
Con un galoppo confuso sul selciato ghiacciato.

Il mare ancora lontano.
L'indomani la nave sarebbe partita
Lentamente lungo una delle rotte della lega anseatica
Dal porto nuovo verso est o forse il sud
Carica di merci, di marinai
E di bellici dispacci.

Il freddo era pungente
Il pastrano avvolto con un colbacco pesante sulla testa
La linea dell’acqua ancora non si vedeva e il tratto si faceva scivoloso
Un tonfo lontano, forse un tuono
O un cannone a salve
Partivano le navi per New York
Là in fondo a quella via,
Là sul mare del Nord.

22/02/11

Spettro sugli spalti

Silenzio
Dove sono I brusii
Il mormorio e le soffuse urla
Il latrato il pianto
La preghiera l'invocazione
Lo scroscio
Il gracchiare
La rivolta nel mio sangue
La rabbia?

Deserto regno
Vedo rovine e macerie
Riconosco le tracce
E sprofondo in una desiderata dimora
Consueta devastazione
Vita
Sono il re pescatore
L'hidalgo il folle predicatore
L'eresiarca
Il santo arso
Il cenobita
La Parola.

Siedo su un masso
E aspetto
Nessuna verità
Nessun cadavere
Ogni cosa è già morta
Putrida alla deriva
Di niente
Polvere e vento
Sipario nero
Chiamate l'attore
La recita è finita
Che se ne vada
Se ne vada!

Se solo sapessi ancora una volta
Morire
Dormire
Senza sognare ad Elsinor
L'eco urla nel salone
Un rivolo di sangue si fa incontro
Al nuovo re che arriva
E nel fiume non vi è più nemmeno Ofelia.
Un teschio rotola sul selciato
E una risata si fa beffe di un uomo
Spettro sugli spalti.

08/02/11

Escludere una presenza da uno spazio vuoto

Escludere una presenza da uno spazio vuoto
Silenziosa contemplazione di una realtà che si distorce
Piaghe ferite da cui suppura un colloso niente
Colori e forme che s'accartocciano e il piano svanisce senza l'eco di note
Stelle bianche sbiadite su un telo e un vago disegno s'intreccia nel cielo
Notte, ascoltare un insetto che graffia un suono metallico e un neon cinguetta incantato,
Ho pregato divinità ancora una volta estinte e intorno odore di cera e incenso e il legno di una piccola chiesa medievale
Rintocchi lungo la valle e un'ombra corre a fianco di un rivo
Nessun rumore ovunque.
Ogni cosa trae un nuovo significato e l'alba stenta ad arrivare
Finti orizzonti che si inseguono in un nero rancoroso
Invocazioni e urla
Lacrime e saliva e deserto regno
Parola deserta il regno
Un re e un pescatore e niente altro