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23/03/12
01/03/12
Liber Liber
Liber Liber digitalizza libri in italiano che si possono scaricare gratuitamente e legalmente nonché leggere e diffondere senza limiti. Per ora gli eBook sono esclusivamente in formato PDF, ma la redazione pian piano sta convertendo in formato epub. Ci sono gioielli niente male, nell'archivio. Come alcuni romanzi di Emilio Salgari o il capolavoro di Arthur Schopenhauer, Il Mondo come volontà e rappresentazione. Approfittate. E se l'esperienza vi piace, donate qualcosa. Io, per esempio, ho donato 5 euro. Se avessi comprato in digitale e/o in cartaceo nei negozi la roba che ho scaricato da Liber Liber avrei speso PARECCHISSIMISSIMO di più.
20/01/12
Due nuove recensioni su "Zombie Carpocalypse"
Mithrandil, invece, su Videmus nunc per speculum et in aenigmate, elogia Zombie Carpocalypse azzardando paragoni che potrebbero costargli la galera e forse la vita.
11/01/12
Interno-2 parla di Zombie Carpocalypse
Oedipa_Drake dedica una recensione a Zombie Carpocalypse, racconto di Domenico "7di9" Mastrapasqua vincitore del premio Short Kipple 2011.
Come segnalato dalla stessa autrice della recensione, Zombie Carpocalypse – in coppia con l'altro racconto vincitore ex aequo del concorso – è in vendita sia in edizione cartacea che digitale in diversi negozi on line. Ne segnaliamo una manciata:
Kipple Officina Libraria (libro - ebook)
Ibs (libro - ebook)
Amazon (ebook)
Ultima Books (ebook)
La versione cartacea è anche ordinabile in libreria.
P.S. La scheda su aNobii (libro - ebook)
29/09/11
“Notturno alieno”: SF nerissima!
Esce per l’editore Bietti una singolare antologia che mischia fantascienza e noir; 24 autori nostrani si cimentano con gli stilemi dei due generi.
[Estratto da DarioTonani.it]
Un’antologia di fantascienza italiana dall’identità ben definita. Trasversale ai generi. Dichiaratamente “nerissima”. E’ quella in uscita per Bietti Editore (Milano) e curata da Gian Filippo Pizzo. S’intitola “Notturno alieno” e ospita i racconti di 24 scrittori nostrani tra i più accreditati sulla piazza, taluni provenienti proprio dal genere attiguo del giallo e del noir.
Il progetto, assolutamente inedito nel panorama italiano, era quello di far misurare gli autori con l’ibridazione tra science fiction e noir, chiedendo loro di ambientare le storie in location “aliene”: stazioni orbitanti, astronavi, pianeti lontani. Il tutto, come spiega il curatore Gian Filippo Pizzo, evitando la scorciatoia del già visto, magari traslando la Los Angeles di Blade Runner su qualche sperduto mondo dello spazio esterno.
Racconti di Donato Altomare, Claudio Asciuti, Cristiana Astori, Selene Ballerini, Sandro Battisti, Carlo Bordoni, Giovanni Burgio, Andrea Carlo Cappi, Stefano Carducci e Alessandro Fambrini, Walter Catalano, Piero Cavallotti e Riccardo Rovinetti, Milena Debenedetti, Fernando Fazzari, Domenico Gallo, Francesco Grasso, Domenico "7di9" Mastrapasqua, Michele Piccolino, Gian Filippo Pizzo, Pierfrancesco Prosperi, Franco Ricciardiello, Stefano Roffo e Dario Tonani.
Prefazione di Stefano Di Marino.
[Estratto da DarioTonani.it]
Un’antologia di fantascienza italiana dall’identità ben definita. Trasversale ai generi. Dichiaratamente “nerissima”. E’ quella in uscita per Bietti Editore (Milano) e curata da Gian Filippo Pizzo. S’intitola “Notturno alieno” e ospita i racconti di 24 scrittori nostrani tra i più accreditati sulla piazza, taluni provenienti proprio dal genere attiguo del giallo e del noir.
Il progetto, assolutamente inedito nel panorama italiano, era quello di far misurare gli autori con l’ibridazione tra science fiction e noir, chiedendo loro di ambientare le storie in location “aliene”: stazioni orbitanti, astronavi, pianeti lontani. Il tutto, come spiega il curatore Gian Filippo Pizzo, evitando la scorciatoia del già visto, magari traslando la Los Angeles di Blade Runner su qualche sperduto mondo dello spazio esterno.
Racconti di Donato Altomare, Claudio Asciuti, Cristiana Astori, Selene Ballerini, Sandro Battisti, Carlo Bordoni, Giovanni Burgio, Andrea Carlo Cappi, Stefano Carducci e Alessandro Fambrini, Walter Catalano, Piero Cavallotti e Riccardo Rovinetti, Milena Debenedetti, Fernando Fazzari, Domenico Gallo, Francesco Grasso, Domenico "7di9" Mastrapasqua, Michele Piccolino, Gian Filippo Pizzo, Pierfrancesco Prosperi, Franco Ricciardiello, Stefano Roffo e Dario Tonani.
Prefazione di Stefano Di Marino.
>>> da HyperHouse
18/09/11
Fuoco fatuo
Il corteo funebre è passato da un pezzo.
Fortuna che l'odore di morto resta
quanto basta per accorgersi
che il corteo funebre è già passato,
che siamo già morti da un tempo indefinito,
che non siamo più,
che forse non siamo mai stati,
che non saremo mai dappertutto,
che siamo trapassati come cani, soli,
mentre intorno nessuno si accorgeva di nulla
e le mosche banchettavano con i resti ancora caldi.
Fortuna che l'odore di morto resta
quanto basta per accorgersi
che il corteo funebre è già passato,
che siamo già morti da un tempo indefinito,
che non siamo più,
che forse non siamo mai stati,
che non saremo mai dappertutto,
che siamo trapassati come cani, soli,
mentre intorno nessuno si accorgeva di nulla
e le mosche banchettavano con i resti ancora caldi.
18/07/11
SuperNeXT. Una recensione di Ettore Fobo
"Un monumentale post di Ettore Fobo che recensisce SuperNeXT. Onestamente, non so cosa quotare, cosa portare in evidenza, da quale punto partire: Fobo ha digerito, assimilato sei anni di NeXT e di Connettivismo elargendo sensazioni, percezioni inappellabili e giuste, un compendio di avanguardia che ha riguardato - e riguarda, si suppone che riguarderà a lungo - tutti noi del Movimento. [...]" Zoon
>>> da Kipple Officina Libraria WebLog
Un estratto della recensione firmata da Ettore Fobo:
""NeXT anela a essere multimediale, interattivo, tridimensionale, olografico, multidimensionale e incorporeo”.
Con queste parole Lukha Kremo Baroncinij sintetizza il percorso della rivista NeXT, legata a un movimento, il Connettivismo. SuperNeXT è proprio l’antologia, curata da Alex Tonelli e Domenico Mastrapasqua, che raccoglie il meglio della rivista ed è articolata in tre sezioni: narrativa, saggistica, poesia; io ne parlerò diffusamente, evitando di soffermarmi sulla poesia, giacché in questa sezione sono presente come ospite con un mio testo, tratto dalla rivista on line, The NeXT Station.
Il primo dato subito evidente è la capacità di questi autori di coniugare il puro intrattenimento narrativo con le più ardite indagini epistemologiche e la riflessione sugli scenari futuri offerti dalla Tecnica.
Viene creata una dimensione in cui l’epica di scenari fantascientifici si scontra con il minimalismo dell’esperienza, i tempi e gli spazi si moltiplicano, il cyberpunk incontra la metafisica. Qui la fantascienza è usata come mezzo per falsificare passato, presente e futuro, in un gioco di rimandi che sembra in grado di liberarci dalle nostre vetuste codifiche culturali, dalla naturalezza schiava della consuetudine con cui percepiamo il tempo stesso."
Continua su Strani Giorni.
07/06/11
E' uscito SuperNeXT!
Pagine di saggistica, narrativa, poesia sull’interazione tra il Connettivismo e le realtà visibili e teorizzabili, un confronto senza soluzione di continuità tra scienza, filosofia, mistica e sensibilità postumana, in un continuo rimandare tra passato, presente, futuro.
SuperNeXT, curato da Alex “Logos” Tonelli e Domenico “7di9” Mastrapasqua, 169 pagine a 9 €, è ordinabile sul sito stesso della Kipple.
Kipple Officina Libraria:
racconti e romanzi di
genere, prezzi competitivi
e un editing di alta qualità!
*****
Dall’intro di Logos
… la poesia divenne così per il Connettivismo strumento di indagine privilegiato del descrivere e del comprendere l’essere-al-futuro dell’uomo contemporaneo.
Nacquero su questa scia i primi componimenti poetici connettivisti che l’esperto lettore di poesia potrà trovare forse ancora acerbi e rudi ma che avevano in sé, potentissima, la carica di una nuova prospettiva, di un nuovo palcoscenico che apriva le porte a un futuro mai immaginato, un futuro che diventava emozionalmente reale, vero, quotidiano…
*****
Dall’intro di 7di9
La curiosità di colui che è morto e che, in seguito, è resuscitato incarna l’anima del narratore connettivista. Coloro che si definiscono narratori connettivisti (e con essi intendiamo poeti, scrittori di prosa, artisti visivi – pittori, sceneggiatori e registi, autori di fumetti – compositori musicali ecc.) sono spiriti che hanno provato sulla propria pelle il tocco gelido della morte. La morte dei sogni, dell’entusiasmo, della vita stessa, delle certezze. Riemergere da un simile baratro è difficile. Forse, nemmeno i connettivisti possono nulla. In tutti loro, però, c’è qualcosa che li rende liberi di sbirciare oltre l’orlo della consapevolezza: i connettivisti reinventano il sapere, deformandone l’ontologia senza tradirla, piegandone l’essenza alle logiche dinamiche del canone fantascientifico.
*****
Dalla postfazione dell’editore Kremo
NeXT, in questo contesto spaziotemporale, rappresenta il fenomeno di carta di cellulosa dietro il quale sta il noumeno del Connettivismo. Ma NeXT anela a essere multimediale, interattivo, tridimensionale, olografico, multidimensionale e incorporeo. Queste epifanie iterative sono il compromesso con l’Aleph e il Logos.
>>> da Kipple Officina Libraria WebLog
23/05/11
15/03/11
Le balene di Maath / Zombie Carpocalypse - eBook
Segnaliamo l'uscita di questo ebook Kipple: Le balene di Maath / Zombie Carpocalypse. L'epub, come al solito senza DRM, contiene i due splendidi racconti vincitori del primo Premio Short-Kipple: Le balene di Maath, di Giuseppe Agnoletti, e Zombie Carpocalypse, di Domenico Mastrapasqua.
L'epub è disponibile per il download, al prezzo ridicolo di 1€, cliccando su www.kipple.it/index.php?route=product/product&product_id=229 oltre che su altre piattaforme di vendita online, come Simplicissimus; presto, in vendita metteremo la versione cartacea, che costerà 3€.
La redazione di Kipple Officina Libraria desidera ringraziare, complimentandosi, i vincitori del Premio.
>>> da Kipple Officina Libraria WebLog
15/02/11
Stasera...
Segnalo questo sublime post dell'amico Piro. Il titolo del pezzo è "Stasera..." e parla della seconda vita di Mike Bongiorno, della coprofagia di Gianni Morandi e di altri demoni che infestano le nostre case attraverso il tubo catodico. Leggete e meditate.
7
04/02/11
Movimenti culturali autointegrati e a sorgente aperta: differenze
Cosa distingue un movimento culturale autointegrato da un movimento culturale a sorgente aperta?
Un movimento culturale autointegrato è fonte esclusiva di se stesso, è portatore, cioè, oltre che di una fonte culturale autonomamente rinnovabile, di una struttura e di una visione del futuro stabili. Un movimento culturale a sorgente aperta, invece, è fonte di se stesso solo relativa, poiché si basa su di una struttura iniziale (un manifesto, per esempio) che non racchiude una forma definita e definitiva del proprio futuro.
Di cosa necessita un movimento culturale autointegrato?
Di nulla, solo di visibilità.
Di cosa necessita, al contrario, un movimento culturale a sorgente aperta?
Di tutto, di continui e sempre nuovi stimoli culturali, autointegrati come a sorgente aperta, di strutture cangianti e di futuri multipli sia dinamici che statici, capaci, cioè, sia di forgiare propri codici-sorgente, sia di configurare a loro volta una sorgente aperta. Un movimento culturale a sorgente aperta può quindi alimentare una sorgente innestata solo se la sorgente innestata alimenta a sua volta il movimento culturale a sorgente aperta.
Ma allora, un movimento a sorgente aperta non è un vero movimento.
Errato. Un movimento culturale a sorgente aperta è un movimento culturale, ma un movimento che nasce guardando al futuro senza crearlo. Le chiavi per accedere al futuro di un movimento culturale a sorgente aperta sono le sorgenti innestate che, nel tempo, decidono di fornire al movimento culturale a sorgente aperta strutture, visioni del futuro e codici-sorgente sempre nuovi.
Quando un movimento culturale a sorgente aperta può considerarsi morto?
Un movimento culturale a sorgente aperta può considerarsi morto quando viene scambiato per un movimento culturale autointegrato e quando le sorgenti innestate non portano una visione del futuro a un tempo del movimento culturale a sorgente aperta e di se stesse ma una visione del futuro della sola sorgente innestata. Le sorgenti culturali innestate, quindi, sono il futuro di un movimento culturale a sorgente aperta, non viceversa. Una sorgente culturale innestata non può rintracciare univocamente il proprio futuro in un movimento culturale a sorgente aperta, poiché solo un movimento culturale autointegrato racchiude in sé una fonte, una struttura e un futuro autopoietici.
Un movimento culturale autointegrato è fonte esclusiva di se stesso, è portatore, cioè, oltre che di una fonte culturale autonomamente rinnovabile, di una struttura e di una visione del futuro stabili. Un movimento culturale a sorgente aperta, invece, è fonte di se stesso solo relativa, poiché si basa su di una struttura iniziale (un manifesto, per esempio) che non racchiude una forma definita e definitiva del proprio futuro.
Di cosa necessita un movimento culturale autointegrato?
Di nulla, solo di visibilità.
Di cosa necessita, al contrario, un movimento culturale a sorgente aperta?
Di tutto, di continui e sempre nuovi stimoli culturali, autointegrati come a sorgente aperta, di strutture cangianti e di futuri multipli sia dinamici che statici, capaci, cioè, sia di forgiare propri codici-sorgente, sia di configurare a loro volta una sorgente aperta. Un movimento culturale a sorgente aperta può quindi alimentare una sorgente innestata solo se la sorgente innestata alimenta a sua volta il movimento culturale a sorgente aperta.
Ma allora, un movimento a sorgente aperta non è un vero movimento.
Errato. Un movimento culturale a sorgente aperta è un movimento culturale, ma un movimento che nasce guardando al futuro senza crearlo. Le chiavi per accedere al futuro di un movimento culturale a sorgente aperta sono le sorgenti innestate che, nel tempo, decidono di fornire al movimento culturale a sorgente aperta strutture, visioni del futuro e codici-sorgente sempre nuovi.
Quando un movimento culturale a sorgente aperta può considerarsi morto?
Un movimento culturale a sorgente aperta può considerarsi morto quando viene scambiato per un movimento culturale autointegrato e quando le sorgenti innestate non portano una visione del futuro a un tempo del movimento culturale a sorgente aperta e di se stesse ma una visione del futuro della sola sorgente innestata. Le sorgenti culturali innestate, quindi, sono il futuro di un movimento culturale a sorgente aperta, non viceversa. Una sorgente culturale innestata non può rintracciare univocamente il proprio futuro in un movimento culturale a sorgente aperta, poiché solo un movimento culturale autointegrato racchiude in sé una fonte, una struttura e un futuro autopoietici.
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